Voglio un uomo portatile
Scostante e accostante calmo e superiore
Che mi sorrida mentre fuma
Ma che non fumi, lui
Che legga divertito le istruzioni dei miei trucchi
Che mi prenda nei cessi
Dia pugni alla porta se mi chiudo dentro
Mi chiami con mille nomi
Di puttane di re di imperatrici e di fiumi
Si metta a ridere se gli rispondo male
E mi tiri un pippone per una gomma sputata
Che non mi faccia uscire davvero
Che abbia il coraggio di darmi ragione
E preferisca le sneakers rosa
Ai miei lacci da schiava
E sobbalzi esageratamente ai miei starnuti
E mi tocchi le costole come per cuocermi
Uno di poche parole ma larghe
Pieno di passati
Intransigente sulle cazzate
Elastico dalla vita in su
Accartocciato sui miei ginocchi
Che sappia parlare piano
E tenermi il mondo fra le cosce
che odi cose che mi sono indifferenti
e ami ciò che mi è indifferente
e non dica mai delizioso
Uno iscritto ad emergency
Proteinomane annoiato
Con alito di mare
Ricco abbastanza
Da farmi sensibile al lusso
Maturo e fragile
da permettersi di soccombere
Alla mia tirannica infantilità
Che non finisce le frasi
E non brontola al mattino
E accarezza a mano larga
La mia testa mentre gode
Che legga proust agostino abelardo
Che non annaffi le piante
Che mi insegni a disegnare
E a suonare il piano arrossando le nocche
Che mi curi il raffreddore
Che mi scaldi l’addome
Che mi invidi
Che mi lasci
Che torni
Che non vada via cacciato
Che mi compri rossetti
Uno che mi chiede di gemere
Che mi regala scatole
Vuote e piene
che mi voglia sua ordinata e sua ascissa
che mi tappa la bocca
che mi bacia gli occhi
che scrive poesie che non mi fa leggere
e non si offende se mentre piscio
gli dico che una fa schifo
Un uomo federa
Un uomo monovolume
Un uomo idraulico
Un uomo tampax
Un uomo silenzio
Che mi aggiusti gli occhiali
Con dita sottili e sguardo fosco
Che usi il mio corpo
Ma non le mie intenzioni
Odoroso di carta e tramonto
Accecato di mio amore
Sorridente e serio ai miei brividi
Che impugni così il cambio dell’auto
Che strizzi gli occhi così
Che così mi stia ad ascoltare
Che sappia bestemmiare
Che trovi la soluzione migliore
Dall’innesto di melanzane
Al parcheggio dei tir
Allo sfregamento dei pianeti
Per soddisfare i miei brilìi
Le mie alzate di sopracciglio
E la curiosità da gatto
Nello spazio tra i peli
Che mi sorrida mentre fuma
Ma che non fumi, lui
Che legga divertito le istruzioni dei miei trucchi
Che mi prenda nei cessi
Dia pugni alla porta se mi chiudo dentro
Mi chiami con mille nomi
Di puttane di re di imperatrici e di fiumi
Si metta a ridere se gli rispondo male
E mi tiri un pippone per una gomma sputata
Che non mi faccia uscire davvero
Che abbia il coraggio di darmi ragione
E preferisca le sneakers rosa
Ai miei lacci da schiava
E sobbalzi esageratamente ai miei starnuti
E mi tocchi le costole come per cuocermi
Uno di poche parole ma larghe
Pieno di passati
Intransigente sulle cazzate
Elastico dalla vita in su
Accartocciato sui miei ginocchi
Che sappia parlare piano
E tenermi il mondo fra le cosce
che odi cose che mi sono indifferenti
e ami ciò che mi è indifferente
e non dica mai delizioso
Uno iscritto ad emergency
Proteinomane annoiato
Con alito di mare
Ricco abbastanza
Da farmi sensibile al lusso
Maturo e fragile
da permettersi di soccombere
Alla mia tirannica infantilità
Che non finisce le frasi
E non brontola al mattino
E accarezza a mano larga
La mia testa mentre gode
Che legga proust agostino abelardo
Che non annaffi le piante
Che mi insegni a disegnare
E a suonare il piano arrossando le nocche
Che mi curi il raffreddore
Che mi scaldi l’addome
Che mi invidi
Che mi lasci
Che torni
Che non vada via cacciato
Che mi compri rossetti
Uno che mi chiede di gemere
Che mi regala scatole
Vuote e piene
che mi voglia sua ordinata e sua ascissa
che mi tappa la bocca
che mi bacia gli occhi
che scrive poesie che non mi fa leggere
e non si offende se mentre piscio
gli dico che una fa schifo
Un uomo federa
Un uomo monovolume
Un uomo idraulico
Un uomo tampax
Un uomo silenzio
Che mi aggiusti gli occhiali
Con dita sottili e sguardo fosco
Che usi il mio corpo
Ma non le mie intenzioni
Odoroso di carta e tramonto
Accecato di mio amore
Sorridente e serio ai miei brividi
Che impugni così il cambio dell’auto
Che strizzi gli occhi così
Che così mi stia ad ascoltare
Che sappia bestemmiare
Che trovi la soluzione migliore
Dall’innesto di melanzane
Al parcheggio dei tir
Allo sfregamento dei pianeti
Per soddisfare i miei brilìi
Le mie alzate di sopracciglio
E la curiosità da gatto
Nello spazio tra i peli


13 Comments:
e che rida per ore commentando la tivvù insieme a me.
cioè, vuoi un uomo ecc ecc?
no, voglio una tivvù che faccia ridere.
guarda tribuna politica!
Chapeau!
HI , I`m TampaxMan , the new hero in town !
aò.
p.s. ti saluto morico.
Mi sa che uno non ti basta...perlomeno non credo ne esista uno così
infatti!
^_^
gran gran post..
-s-
- pretty bro -
questo post mi ha eccitato tanto da dover soffocare un ruggito di desiderio. mai dire mai, sono spesso tacciato di eccessive pretese anche io
rrroooooaarrrr!!!!!!
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