1 ora di sogno
mi fa salire le scale di legno scuro e lucido toccandomi piano un punto della schiena. Arriviamo attraverso un corridoio vagamente illuminato in una stanza da letto. Grande e semivuota, ma calda, respirosa, accogliente. Ci sono anche qui dei libri, ne sento l’odore. C’è il letto accanto all’ampia finestra, di ferro, ma fresco. Come in certe case del meridione, la luce è filtrata da merletti di lino e dai giri del ferro battuto, ma come in certi castelli nordici o in alcuni manieri di campagna l’aria è sospesa e misteriosa, lussuosa, tranquilla ma in attesa. Sparisce in una stanza attigua, la luce è ancora più calda. Torna spogliandosi della giacca, senza guardarmi, in silenzio. Fa lo stesso con la camicia, ma questa volta mi guarda alzando le sopracciglia e ridendo. Gli sorrido. Mi sfilo il maglione che avevo messo in auto per il freddo, apro la camicetta a cominciare dal piccolo fiocco retrò, appoggio tutto su una sedia, qualcosa cade. Mi sfilo i pantaloni guardandolo e piegando il busto in avanti. Mi sta guardando il seno. Mi volto e vado in bagno. Mentre faccio pipì penso al suo volto intenso, inquietante e rassicurante. Quando esco lui è in pantaloni davanti alla finestra, la cinta slacciata. prende un libro da uno scaffale laterale. Mi siedo sul letto mentre si sta per voltare. Si volta, si siede simmetrico, legge la quarta di copertina. Si rialza, toglie la cinta, sbottona i pantaloni continuando a leggere. È quasi nudo, meraviglioso e grande. Viene dalla mia parte, si siede davanti a me. la sua spalla destra è bellissima, opaca. mi guarda con dura tenerezza. Dice:
‘dimmi che non vuoi che ti tocchi’.
Guardo fissa il libro che ha in mano.
‘non posso dirlo’, rispondo ridendo.
sorride appoggiandosi su un gomito. Mi scopre lentamente. Dice
‘molto bene’.
Dischiudo le labbra, sono arroventata di parole e sguardi suoi.
Dice ‘girati’.
Resto ferma, per assaporare le sue parole.
Fa una leggera pressione sul mio fianco sinistro, girandomi. Vedo l’orlo del cuscino, l’angolo marrone del comodino, le sue gambe arrotondate. La luce tagliata dal bordo del letto. Sento la sua mano che tocca la nuca, poi il collo, e scende lungo la colonna vertebrale. Non mi accarezza, mi tocca. Non sfiora, assaggia. Controlla. Conta. Mi conta. Le vertebre, le ossa che emergono sottopelle, i peli, i pori. I tendini si snodano sotto le sue mani. I nervi e le vertebre si srotolano a seconda dei movimenti che mi fa compiere. Visita il mio corpo e le sue reazioni. Mi fa sollevare in ginocchio. Si alza in ginocchio anche lui, dietro di me. adesso tocca le spalle, i muscoli si distendono e si tendono insieme. Avvolge il seno, lo tocca in profondità, non lo stuzzica: lo sente. Il suo respiro è calmo, a volte solo ha dei picchi che sento sulla schiena anche fisicamente, è eccitato e insieme soddisfatto. Ogni tocco che dà è un piacere che riceve, e questo gli piace. Mi fa piegare in avanti, la testa sulle mani appoggiate sul cuscino. La mia schiena è un arco. Ne disegna la forma, torna indietro verso i glutei, risale la spina dorsale. Inventa traiettorie sconosciute ma non casuali, mi abbandono per la prima volta alla tensione. Niente di più diverso da un massaggio. Sono tesa nelle sue mani. Lui è in ascolto di ogni parte di me. adesso solleva il mio busto, mi fa appoggiare sulle cosce. Alza le mie braccia con movimenti che assecondano e comandano, con un’inerzia pulita ridiscende lungo le ascelle fino ai lati del seno e all’inizio dei fianchi. Si avvicina più strettamente a me. mi abbraccia da dietro, continuando a toccarmi le costole. Sento la sua bocca vicina alla nuca, il fiato nelle orecchie. Contando su non so bene quale forza mi volto nelle sue braccia, la mia bocca attaccata alla sua guancia dx.
‘è grave dottore?’, gli sussurro in faccia.Mi bacia nello stesso modo in cui mi ha toccata, muovendo la lingua come se dovesse conoscermi meglio che può. Io cado giù e quando mi copre vedo solamente i suoi occhi. Quando mi accarezza apro una coscia verso l’esterno.
‘dimmi che non vuoi che ti tocchi’.
Guardo fissa il libro che ha in mano.
‘non posso dirlo’, rispondo ridendo.
sorride appoggiandosi su un gomito. Mi scopre lentamente. Dice
‘molto bene’.
Dischiudo le labbra, sono arroventata di parole e sguardi suoi.
Dice ‘girati’.
Resto ferma, per assaporare le sue parole.
Fa una leggera pressione sul mio fianco sinistro, girandomi. Vedo l’orlo del cuscino, l’angolo marrone del comodino, le sue gambe arrotondate. La luce tagliata dal bordo del letto. Sento la sua mano che tocca la nuca, poi il collo, e scende lungo la colonna vertebrale. Non mi accarezza, mi tocca. Non sfiora, assaggia. Controlla. Conta. Mi conta. Le vertebre, le ossa che emergono sottopelle, i peli, i pori. I tendini si snodano sotto le sue mani. I nervi e le vertebre si srotolano a seconda dei movimenti che mi fa compiere. Visita il mio corpo e le sue reazioni. Mi fa sollevare in ginocchio. Si alza in ginocchio anche lui, dietro di me. adesso tocca le spalle, i muscoli si distendono e si tendono insieme. Avvolge il seno, lo tocca in profondità, non lo stuzzica: lo sente. Il suo respiro è calmo, a volte solo ha dei picchi che sento sulla schiena anche fisicamente, è eccitato e insieme soddisfatto. Ogni tocco che dà è un piacere che riceve, e questo gli piace. Mi fa piegare in avanti, la testa sulle mani appoggiate sul cuscino. La mia schiena è un arco. Ne disegna la forma, torna indietro verso i glutei, risale la spina dorsale. Inventa traiettorie sconosciute ma non casuali, mi abbandono per la prima volta alla tensione. Niente di più diverso da un massaggio. Sono tesa nelle sue mani. Lui è in ascolto di ogni parte di me. adesso solleva il mio busto, mi fa appoggiare sulle cosce. Alza le mie braccia con movimenti che assecondano e comandano, con un’inerzia pulita ridiscende lungo le ascelle fino ai lati del seno e all’inizio dei fianchi. Si avvicina più strettamente a me. mi abbraccia da dietro, continuando a toccarmi le costole. Sento la sua bocca vicina alla nuca, il fiato nelle orecchie. Contando su non so bene quale forza mi volto nelle sue braccia, la mia bocca attaccata alla sua guancia dx.
‘è grave dottore?’, gli sussurro in faccia.Mi bacia nello stesso modo in cui mi ha toccata, muovendo la lingua come se dovesse conoscermi meglio che può. Io cado giù e quando mi copre vedo solamente i suoi occhi. Quando mi accarezza apro una coscia verso l’esterno.


25 Comments:
sei sogno colato dai pori della bellezza, quando ti leggo. te l'ho detto, appoggio la lingua e sento lo stesso sapore di quando ti presto gli occhi.
je t'adore, hipocrite lecteur
j'aussi, femme moesta et errabunda.
sei proprio una mia creatura...
fiorellino del male
ma perché nei tuoi racconti, ogni volta che qualcuno fa sesso con te, prima prende un libro?.. sarà mica "Il Manuale delle giovani Marmotte", eh?.. dice tutto, va bene, ma mi sa che da piccolo mi sono perso qualche capitolo..
-spad-
te piacess'...
spad: mi sto sentendo male dal ridere.
infatti se ci fai caso poi non facciamo mai sesso. io di solito mi metto a leggere.
Giuro che stavo per farti la stessa domanda di Spad...
vabbè.. uffa.. a me signorina piace ancora molto ciò che scrive.. dò mica noia se torno, vero?.. beh, tanto torno.. 1b
ma io ti ci voglio
Ieri ti ho citata...
a
caspita.
bello, molto.
Spintera
secondo me tu hai un fantasmagorico bisogno di cazzo
anonimo, ha bisogno di cazzo perché scrive di sesso?.. cavolo, ed allora io, che scrivo di berlusconi, devo preoccuparmi davvero..
-spad-
ahahahhaaahahaha
perché fantasmagorico poi..
che mi invidiasse una donna lo poteri pure capire, invece ho notato che ci sono degli uomini 8ometti) che diventano cattivi, competitivi, con me, sperando forse di farsi meglio notare, oppure è la vecchia storia della volpe e l'uva.. ma rovesciata, cioè non neol senso del desiderio di appropriazione ma dell'identificazione, che tradotto per le tue ridotte capacità mentali, anonimo, vuol dire che sei con tutta probabilità latentemente frocio
allora io non ho problemi, sto apposto, ho svortato.
yeah.
m.
ah ah ah ah, plastica! è che forse ha sbagliato a scrivere. cioè, non sarebbe il bisogno, ad esser fantasmagorico, ma il.
ahahahahahahhaha
ce ne fossero..
vedi...secondo me filosofeggi troppo
che io sia frocio o no poco importa, solitamente più una persona parla di sesso e più glie ne manca
la volpe e l'uva non centra un cazzo
basta che sia fantasmagorico
a proposito: tu che non ne parli scopi di pomeriggio? perché la sera sei sempre qui a rompere i coglioni! (basta con questo fallocentrismo)
tranquilla sto solo valutando
ahuahauahuha
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